Campania Afro Latin Congress 5a Edizione ✴ 15 / 16 / 17 Marzo 2019

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Siamo lieti di presentarvi la quinta edizione del Campania Afro
Latin Congress, appuntamento fisso ormai dell’arte musicale,
della cultura, della danza e del divertimento.
Uno staff artistico d’eccezione che abbraccia tutti gli stili delle
danze caraibiche e delle sue influenze, che vanno dalla radice
africana fino alle più moderne espressioni della danza.
La convention si esprimerà in un lasso di tempo di durata 3 giorni,
coprendo tutto il fine settimana dal 15 al 17 marzo, racchiudendo
staff, operatori, allievi, artisti e presenters in un vortice
adrenalinico di cultura ed emozioni indimenticabili, che
lasceranno il segno e vi accompagneranno fino alla prossima
edizione .

Durante la manifestazione,
si svolgerà la famosa gara di ballo ” Mojito’s Cup ” , punto di riferimento ormai per tutto l’occidente agonistico, con
a supporto sponsor d’eccezione che permettono un montepremi
di 10,000 € (premio in denaro), e numerose borse di studio e tour
nei migliori congressi d’Europa.
La fusione dei suddetti marchi, va a completare il sistema globale
col quale vogliamo vestire questo momento di aggregazione e
confronto che porta il nome di Campania Afro Latin Congress.

⚫GOLDEN TULIP RESORT –

MARINA DI CASTELLO

CASTEL VOLTURNO ( CE )
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Salsa ● Bachata ● Afro ● Rumba ●

Reggaeton ● Timba ● Chachacha ● Kizomba
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Più di 60 ore di stage

Ospiti nazionali e internazionali

Dance Show

Dance Competition

Sala Salsa

Sala Bachata/Kizomba

2 serate danzanti

Animazione Latina

Showroom
🌟🌟🌟 work in progress 🌟🌟🌟

Staff artistico in continuo aggiornamento
Tante sorprese e novità caratterizzeranno questa 5a edizione ➡➡➡➡
Fb Campania Afro/Latin Congress

Info 📞 340 5588064 – 333 1862173 –
334 3694757

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CAMPANIA AFRO/LATIN CONGRESS 16/17/18 Marzo● 2018 ⚫GOLDEN TULIP RESORT – MARINA DI CASTELLO CASTEL VOLTURNO ( CE )

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16/17/18 Marzo● 2018

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Origini afro-ispaniche della cultura caraibica * Del Maestro Nicola Gelsomino

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Origini afro-ispaniche della cultura caraibica * 

Lo sbarco di Cristoforo Colombo nel 1492 sulle coste del nuovo continente riempie una delle prime pagine di storia sulle origini, o meglio sulle evoluzioni e contaminazioni, delle danze caraibiche. La popolazione aborigena del nuovo mondo fu quasi subito sterminata sia per la loro istintiva e vana opposizione ai “conquistadores” sia perché esposti a patologie straniere verso cui non avevano sviluppato anticorpi in grado garantire loro la sopravvivenza. Decimandosi la popolazione autoctona i colonizzatori furono costretti ad inserire nuova forza lavoro in territorio americano ed iniziò quindi la cosiddetta “tratta degli schiaviafricani.

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Lo scambio e la contaminazione culturale fu,quindi, prevalentemente a carattere bidimensionale: cultura africana ed ispanica diedero i natali a nuovi filoni politici, religiosi e musicali le cui tradizioni si fusero in maniera piuttosto omogenea. Tale connubio culturale si manifestò soprattutto in ambito religioso con la nascita della Santeria.

orishas La “Santeria” è un termine dispregiativo coniato dai colonizzatori spagnoli al fine di denigrare la religione prettamente animista degli schiavi africani della popolazione Yoruba tassativamente vietata dal regime coloniale (gli schiavi trasgressori erano puniti con la morte). Gli africani, tuttavia, con notevole astuzia riuscirono a professare ugualmente la loro religione sincretizzando i Santi cattolici con le divinità pagane. Ogni Oricha (singola divinità Yoruba) vantava una rappresentazione a carattere distintivo dal colore delle vesti (il più similare possibile a quello dei Santi cattolici) all’elemento naturale o morale che simboleggiavano e/o proteggevano.
La proiezione dell’influenza religiosa nella sfera musicale fu subito evidente, basti pensare alle danze effettuate in onore degli orichas i cui gesti, forti e decisi, simulavano e simboleggiavano singole caratteristiche del “santo”.

To be continued ….

*i contenuti di questo articolo hanno carattere divulgativo ed informativo.
** i contenuti di questo articolo trovano ispirazione dall’esperienza didattica e professionale dell’autore unitamente ad una selezionata ricerca sitografica e bibliografica.

Del M• Nicola Gelsomino

Campania Afro-Latin Congress: l’Italia in prima linea

La cultura delle danze caraibiche sta mutando nel tempo in maniera radicale e a dimostrarlo è la seconda edizione del Campania Afro-Latin Congress. Seppur molti critici continuano a parlare di commercializzazione e di perdita dello spirito di questa cultura, l’idea portante dell’evento di quest’anno è diametralmente opposta.

Tenutosi nello scenario del Plaza di Caserta, in Campania, con l’organizzazione di Nicola Gelsomino e Nando Fragasso, il meeting del ballo ha coinvolto artisti ed appassionati internazionali per rendere ancor più decisa ed affermata l’idea dell’evoluzione delle danze.

Sicuramente la Salsa e la Bachata sono mutate dalla loro origine, ma non perdendone i tratti distintivi: semplicemente differenziandosi ed essendosi mixate con più generi urbani fino ad arrivare all’evoluzione attuale che riempie sempre più le sale da ballo.

Speaker dell’evento Campania Afro-Latin Congress il coach Antonio Altruda, con tanti artisti nazionali e stranieri. Tra gli interventi internazionali del Campania Afro-Latin Congress, abbiamo incontrato Alberto Valdes Ricard, ballerino e coreografo internazionale, nativo dell’Havana (Cuba) che ha messo in chiaro il rapporto tra gli italiani ed il ballo.

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L’Italia è molto attiva nell’affrontare il ballo. Sono anni che c’è un grande movimento del mondo Afro e lo dirò sempre che l’Italia è la capitale mondiale della Salsa Bailada. Non c’è posto al mondo dove si balla più salsa, bachata e merengue che in Italia, in quanto questa nazione ha avuto una grandissima tradizione particolareggiata in alcune regioni. Parliamo ad esempio della Campania, la Sicilia, il Lazio, il Piemonte. L’Italia è prontissima.” – Valdes continua dicendo – “Lo spettacolo Italiano è riconosciuto proprio come lo espectaculo italiano caratteristico, per la creatività, per il modo coreografico e per la mescolanza musicale.
Molti temi vengono utilizzati dagli italiani per realizzare uno show e questo è riconosciuto in tutta Italia, in quanto tu puoi guardar ballare 40 gruppi di persone, ma ti rendi subito conto di un Italiano per il modo di vestire ed il modo di coreografare“.

Secondo Alberto Valdes, anche le gare sono importantissime perchè i giovani prendono tanto anche dagli altri, si sentono pronti ad affrontare con agonismo la novità, e soprattutto essendo gli italiani molto portati allo studio, sono sicuramente quelli che riescono ad acquisire di più rispetto agli altri…e qui al Campania Afro-Latin Congress vedo ottima qualità di Maestri e di Artisti.

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Tra i maestri internazionali intervenuti, c’è anche la rappresentanza italiana di Jonatha Casarin: “L’Italia è prontissima al ballo, ed io che ballo anche hip-hop e tango, posso assicurare che per i caraibici, sicuramente si tratta di una delle nazioni più pronte. I ragazzini del Centro-Sud Italia poi sono portatissimi, anche grazie ai professori che hanno tanta passione di insegnare ai 12-13enni. Questo tipo di manifestazioni aiutano tantissimo la diffusione del ballo, ma quello che è fondamentale è sempre selezionare. Tantissime sono le manifestazioni organizzate ogni week-end, ma è importante guardare il palinsesto eventi e capire i professionisti che insegnano chi sono e quanto possono dare“.

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Nuove discipline che affascinano sempre più ed ecco che parliamo anche del Kizomba, sempre più diffuso ed a testimonialza al Campania Afro-Latin Congress incontriamo la madrilena Sara Lòpez: “La mia nazione, la Spagna, e tutta la cultura spagnola, ha tanti balli proprio all’interno del proprio essere, un esempio ne è il Flamenco, ma abbiamo tantissimi balli differenti perchè ogni regione della Spagna ha una tradizione ed un ballo tipico.
Questo è importante soprattutto per la diffusione della cultura danzante. Manifestazioni come questa aiutano ad esportare le culture del ballo, quello della nostra cultura latina e spagnola che vogliamo esportare è il gusto, la voglia di ballare per sentirsi liberi“.

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Continuando con gli incontri, passiamo alla Francia, rappresentata da Reda Becili, che rappresenta anche il mondo del Pachanga: “In Francia e nello specifico a Parigi, la danza è molto forte e noi ballerini siamo solitamente molto uniti per la diffusione del ballo. Ci piace valutare quello che offrono anche le altre nazioni, portando il nostro stile anche in Asia, nell’Europa dell’Est e negli Stati Uniti. Insegnare danza e lo stile francese può insegnare molto sul controllo e soprattutto per nella linearità dei movimenti soprattutto delle danze caraibiche.” – continua raccontando – “Mi piacciono questi incontri con professionisti delle altre parti del mondo perchè mi danno veramente tanto, il confronto con gli altri ballerini soprattutto è formativo“.

Non poteva mancare un accenno alla reazione della comunità dei ballerini francesi dopo gli attentati recenti nella capitale francese, e Reda ci risponde che: “la comunità dei ballerini si è riunita per gridare un secco no al terrorismo, e questo si può fare solo continuando a dare dimostrazione del volersi divertire, dello scendere in strada e ballare, di non abbandonare le nostre feste e la nostra gioia: no al terrore si al ballo!“.

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Ultima ma non per importanza, la testimonianza di un’altra ballerina internazionale al Campania Afro-Latin Congress in rappresentanza della Turchia, Busra Araci: “In Turchia sono tantissimi i ragazzi pronti ad imparare a ballare, ma non abbiamo tantissima possibilità di imparare perchè i master come questi non vengono fatti spesso. Qui in Italia invece viene data soprattutto ai giovani tantissima possibilità di imparare. Io sono spesso presente qui in Italia a questi meeting e quello che è bello, è la possibilità di poter osservare tecniche e persone di diversi Paesi e nazioni che ti possono dare tanto a livello didattico. Vedo molte differenze, e questo mi piace perchè mi fa tornare a proporre nuovi passi, sempre carpendo qualcosa dagli altri“.

Fondamentali alla fine i dettagli organizzativi diNicola Gelsomino e Nando Fragasso, che già sono pronti a partire con l’organizzazione della terza edizione: “L’idea di realizzare Campania Afro-Latin Congress è nato come un gioco e dall’esperienza decennale dei meeting del settore a livello mondiale, ci siamo chiesti perchè non realizzare qualcosa di simile anche nella nostra terra, molto propensa alla formazione e al divertimento nel settore dei caraibici. Da Miami, Londra a Tallin, abbiamo visto di tutto e proprio da me (parla Nicola), è nata l’esigenza di trovare uno sbocco per integrare le culture straniere delle danze caraibiche anche in Campania. Mi reputo un ‘divulgatore’ della cultura, e da li nasce la direzione artistica del Mama Ines, uno dei locali più noti del segmento.” – continua dicendo – “Volevo qualcosa che potesse reggere il paragone con le altre realtà internazionali del settore“.

Argomento scottante della chiacchierata è quello dell’italianizzare la danza fino a trasformarla “troppo”. Quello che è lo scopo di questo meeting è forse proprio lo spiegare le tradizioni senza farle perdere, ma “completandole” con delle sfumature donate da ogni singolo maestro. Magari potrebbe sembrare difficile da far capire a chi balla da poco o ancor meno a chi non ha interesse per la cultura oltre il ballo, ma non è così. C’è sicuramente un aspetto ludico fondamentale da prendere in considerazione, oltre che il capire che anche se si è a contatto con i professionisti mondiali del settore, si cerca sempre di creare un palinsesto che prevede le lezioni a partire dai principianti, fino agli avanzati.

Articolo tratto dalla

Gazzetta dello spettacolo

A cura di Francesco Russo